Famiglia italiana che prepara lo zaino di evacuazione con documenti e kit emergenza

Piano Evacuazione Familiare: Passo per Passo

Marco Ferretti, Tecnologia emergenza · · 12 min di lettura · Preparazione Emergenze

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Piano Evacuazione Familiare: Passo per Passo

Maggio 2023, Emilia-Romagna. I fiumi esondano e 36.000 persone lasciano le loro case.

Alcune famiglie sono uscite in 10 minuti. Zaino pronto, punto di incontro già stabilito, via. Altre? Quarantacinque minuti o più. Improvvisando. Cercando documenti. Litigando su cosa portare mentre l’acqua saliva.

La differenza tra questi due scenari? Un pezzo di carta. Anzi no, non proprio un pezzo di carta — una conversazione fatta prima, quando il tempo non conta.

Meno del 15% delle famiglie italiane in zone a rischio ha un piano scritto. Il resto conta sull’improvvisazione. Funziona? A volte. Ma quando l’acqua ti arriva alle ginocchia o la terra trema alle 3 di notte, improvvisare vuol dire perdere minuti. E i minuti contano.

Ti mostro come creare un piano di evacuazione completo in questa guida. Passo per passo, tempi realistici, roba che funziona davvero. Niente 30 pagine di burocrazia — ti bastano 30 minuti oggi per essere pronto domani.

Perché Ogni Famiglia Italiana Ha Bisogno di un Piano di Evacuazione

Risposta rapida: Un piano di evacuazione familiare è un accordo scritto su cosa fare, dove andare e come comunicarsi durante un’emergenza. Riduce il tempo di evacuazione da 25-40 minuti a 8-12 minuti.

Un piano di evacuazione familiare non è paranoia. È buon senso che metti su carta prima che serva.

I numeri? Chiari.

Durante il terremoto de L’Aquila del 6 aprile 2009, le famiglie che avevano discusso anche solo un piano minimo hanno evacuato in 4 minuti in media. Chi improvvisava? Quindici minuti. Spesso di più. In un terremoto, quei 10 minuti possono significare uscire prima di un crollo secondario. O restare intrappolati.

Ad Amatrice nel 2016 il problema peggiore non è stato uscire di casa. È stato ritrovarsi. Genitori e figli separati, nessun punto di raccolta deciso prima, le linee telefoniche sovraccariche. Chi aveva un punto di incontro stabilito si è ritrovato in ore. Altri hanno cercato i propri cari per giorni.

Fissa questo: non serve l’equipaggiamento più costoso. Serve aver parlato prima di cosa fare.

L’Italia è il paese europeo con il maggior rischio sismico secondo i dati INGV. Ma non sono solo i terremoti: alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche, blackout che durano giorni. La domanda non è “se” succederà qualcosa. È “quando”. E quando succede, avere un piano fa la differenza tra reagire e subire.

Quali Emergenze Minacciano la Tua Zona?

Prima di scrivere un piano, devi sapere da cosa ti stai proteggendo. Un piano per terremoto è diverso da uno per alluvione. Sembra ovvio ma molta gente non ci pensa.

Come trovare i rischi specifici della tua zona:

Classificazione sismica — Sul sito della Protezione Civile o del tuo comune trovi la mappa. L’Italia ha 4 zone secondo l’Ordinanza PCM 3274/2003: zona 1 è rischio altissimo (L’Aquila, Messina), zona 2 alto, zona 3 medio, zona 4 basso. Se sei in zona 1 o 2, il terremoto è la tua priorità. Punto.

Rischio idrogeologico — Le mappe di alluvioni e frane sono pubbliche sul Portale ISPRA. Liguria, Emilia-Romagna, Pianura Padana, Toscana… se vivi in queste aree, l’alluvione non è un’ipotesi remota. L’Emilia-Romagna 2023 con 17 morti e 23 fiumi esondati l’ha dimostrato.

Rischio vulcanico — Vivi nella zona rossa del Vesuvio? Sono circa 700.000 persone secondo il Piano Nazionale di Emergenza. Il piano di evacuazione per te non è opzionale. Lo stesso per i Campi Flegrei, dove il bradisismo sta aumentando, e per chi sta vicino all’Etna.

IT-Alert — C’è dal 2023. È un sistema di allarme pubblico che manda notifiche push a tutti i cellulari in zona a rischio. Attivalo nelle impostazioni del telefono. E impara a riconoscere quel suono — quando lo senti, devi già sapere cosa fare.

Per i terremoti in particolare, leggi la nostra guida alla preparazione terremoti in Italia. Per le alluvioni abbiamo una guida con le lezioni dall’Emilia-Romagna 2023.

Creare il Piano di Evacuazione Familiare: 7 Passi Concreti

Ecco il processo. L’abbiamo messo insieme analizzando le linee guida della Protezione Civile e le best practice internazionali (FEMA americana, Cruz Roja spagnola). Non serve un documento infinito — basta una scheda che tutti possano consultare in 30 secondi.

Passo 1: Riunisci la Famiglia

Il piano non funziona se lo conosce solo una persona. Questo è l’errore più comune.

Siediti con tutti — compresi i bambini dai 6 anni in su — e spiega cosa state per fare. Non terrorizzarli. Presentalo come “un piano per sapere sempre cosa fare se succede qualcosa di strano”. Più gioco che catastrofe.

Poi assegna ruoli. Chi prende lo zaino? Chi si occupa del gatto? Chi aiuta la nonna a scendere le scale? Se ognuno sa già cosa fare, il panico diminuisce. E il tempo si dimezza.

Sai qual è il problema più comune che emerge dalle analisi post-emergenza? Non la mancanza di materiale. È la mancanza di comunicazione preventiva. Molte famiglie hanno torce, acqua, cibo… ma non hanno mai discusso cosa fare se succede qualcosa mentre sono separati.

Passo 2: Identifica i Rischi Specifici

Vai sul sito della Protezione Civile del tuo comune. Cerca le mappe di rischio: sismica, alluvionale, frane, incendi. Salvale sul telefono. Oppure stampale, funziona anche quello.

Sapere che vivi in zona alluvionale cambia completamente il piano. Non è lo stesso dell’essere in zona sismica.

Se il tuo comune ha un’app regionale di Protezione Civile, scaricala. Dopo il 2023 alcune regioni — l’Emilia-Romagna per prima — hanno sistemi di allerta efficaci e aggiornati in tempo reale. Usali.

Passo 3: Stabilisci le Vie di Fuga

Dalla tua casa devono esistere almeno due vie per uscire. L’ingresso principale è bloccato? E adesso? Finestra? Scala esterna? Tetto?

Lo stesso vale per il quartiere. La strada principale è allagata o crollata? Come esci dalla zona? Almeno due percorsi alternativi. Camminali una volta a piedi. Non solo in auto.

Regola base (confermata da ogni protocollo dei Vigili del Fuoco): mai usare ascensori durante emergenze. Mai. Scale sempre.

Passo 4: Scegli i Punti di Incontro

Ecco dove la maggior parte dei piani fallisce. Niente punto di incontro stabilito. Quando le linee telefoniche sono sovraccariche e il cellulare non prende, dove vi trovate?

Punto primario: 100-200 metri da casa. Spazio aperto, facilmente riconoscibile, raggiungibile a piedi anche dal membro più lento. Tipo: piazza del quartiere, parcheggio del supermercato, parco con panchine che tutti conoscono.

Punto secondario: Fuori dalla zona di impatto probabile, 5-10 km. Lo usi se il primo è inaccessibile o se serve allontanarsi dalla zona. Tipo: casa di un parente in un altro quartiere, centro commerciale che conoscono tutti.

Test reale: ogni membro della famiglia deve saper raggiungere entrambi i punti da solo. Per i bambini dagli 8 anni, fai fare il percorso almeno una volta con te. Non basta descriverlo.

Passo 5: Crea la Lista Contatti Emergenza

Non basta salvare i numeri in rubrica. Durante un blackout il telefono potrebbe essere scarico o fuori uso. Serve una copia cartacea. Plastificata. Dentro lo zaino di evacuazione.

Cosa deve includere:

  • Numeri emergenza: 112 (Numero Unico, funziona in tutta Italia e EU), 115 (Vigili del Fuoco), 118 (Emergenza Sanitaria)
  • Contatto fuori regione: Un parente o amico in un’altra regione. Durante emergenze locali le linee interurbane sono meno sovraccariche. Tutti chiamano lui, non tra loro. Lui fa da centralino.
  • Medico di famiglia: Numero diretto
  • Scuola o asilo dei figli: Per sapere dove sono e come ritirarli
  • Vicini di fiducia: Chi può controllare casa se non ci sei

Passo 6: Prepara lo Zaino di Evacuazione

Lo zaino deve essere sempre pronto. In un posto accessibile — ingresso, armadio vicino alla porta, bagagliaio dell’auto. Il tempo di preparazione durante l’emergenza? Zero. Questo è il punto.

Contenuto base (peso massimo 6-8 kg per adulto, fidati su questo):

  • Acqua: 1,5 litri a persona
  • Cibo: barrette energetiche, frutta secca
  • Torcia frontale — mani libere, non torcia normale
  • Powerbank carico
  • Documenti in copia plastificata
  • Contanti: 50-100€ in tagli piccoli (gli ATM potrebbero non funzionare)
  • Medicinali personali per 3 giorni
  • Cambio vestiti adatto alla stagione corrente

Per la lista completa leggi la nostra guida allo zaino di emergenza. Nel nostro kit emergenza 72 ore per famiglie trovi anche cosa NON mettere — perché uno zaino oltre i 10 kg lo abbandoni dopo 500 metri. Succede. Lo leggi ovunque nei forum di preparazione.

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Una torcia frontale che funziona bene e ho visto usare in situazioni reali. Ma guarda, anche una frontale da 15€ va bene. L’importante è che sia FRONTALE (per avere le mani libere se evacui di notte) e che le batterie siano cariche. Controllale ogni 3 mesi.

Passo 7: Fai la Prima Prova

Un piano che non hai mai testato? Solo carta.

Appena finisci di creare il piano, fai una prova. Niente di drammatico. Cronometra quanto ci mette la famiglia a uscire di casa con lo zaino e arrivare al punto di incontro primario.

Annota il tempo. È la tua baseline. L’obiettivo? Ridurla del 30-50% nelle prove successive. È realistico — i dati delle simulazioni della Protezione Civile lo confermano.

Punti di Incontro Familiari: Come Sceglierli Sul Serio

I manuali dicono “stabilite un punto di incontro”. Ok. Ma come lo scegli?

Punto di Incontro Primario

CaratteristicaPerché
100-200m da casa2-3 minuti a piedi anche per chi è lento
Spazio apertoZero rischio crolli, ti vedi subito
RiconoscibileNiente confusione (“quale panchina?”)
Senza bisogno di autoIl traffico in emergenza blocca tutto
Noto a tuttiAnche il bambino di 8 anni deve saperlo

Funziona: Piazza del quartiere vicino alla fontana. Angolo specifico del parco. Parcheggio del supermercato davanti all’ingresso.

NON funziona: “Da qualche parte in centro” (vago). Casa del vicino (potrebbe evacuare anche lui). Dentro un edificio (potrebbe essere chiuso o pericoloso).

Punto di Incontro Secondario

Lo usi quando il primario non è raggiungibile. Zona evacuata, allagata, pericolosa.

CaratteristicaPerché
5-10 kmFuori dalla zona impatto
Raggiungibile in auto E a piediIl traffico potrebbe essere bloccato
Con parcheggioPer chi arriva da direzioni diverse
Senza bisogno di GPSIl telefono potrebbe essere morto

Funziona: Casa parenti in altro comune. Centro commerciale grande e noto. Stazione ferroviaria.

Errori Tipici

Dopo aver visto tante testimonianze post-emergenza, questi errori si ripetono:

  1. Posto senza parcheggio. In emergenza il traffico è caos. ZTL? Problema.
  2. Non dirlo a tutti. Se il bambino sa solo “ci vediamo in piazza” ma non sa quale piazza, fallisci.
  3. Non testarlo mai. Vai lì almeno una volta con tutti. Verifica che ognuno sappia arrivarci da solo.

Comunicazione Durante l’Emergenza: Quando il Cellulare Non Basta

Questa cosa la sanno in pochi. Durante emergenze gravi, le chiamate vocali spesso non funzionano. Celle sovraccariche, linee saturate. Ma gli SMS? Passano.

SMS vs Chiamata

Un SMS usa circa 140 byte di dati. Una chiamata vocale richiede molta più banda per stabilire e mantenere la connessione. Ecco perché durante emergenze gli SMS funzionano quando le chiamate no.

Regola: Prima manda un SMS. Se dopo 5 minuti non arriva, prova a chiamare. WhatsApp? Funziona solo se c’è connessione dati. Spesso non c’è.

Il Trucco del Contatto Fuori Regione

Durante il terremoto de L’Aquila le linee locali erano completamente sature. Le chiamate verso altre regioni? Funzionavano meglio.

La soluzione? Un “centralinista familiare” fuori regione. Parente, amico fidato, uno che vive altrove. Appena al sicuro, tutti lo chiamano per confermare che stanno bene. Lui raccoglie le informazioni. Niente chiamate tra membri della famiglia — tutti chiamano lui.

Questo sistema lo raccomandano sia la FEMA americana che la Croce Rossa Italiana. Funziona perché le linee interurbane sono meno sovraccariche durante emergenze locali.

Comunicazione Offline

Blackout prolungato? Tipo quello del 28 settembre 2003 che lasciò 56 milioni di italiani senza corrente per ore? Serve un backup che non dipenda da rete elettrica o telefonica.

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Radio portatile con carica solare e manivela. Batteria 2000mAh integrata per ricaricare il telefono in emergenza. Torcia LED inclusa.

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Radio FM/AM: Per notizie e bollettini Protezione Civile. Una radio a dinamo funziona senza batterie — la giri a mano. Alcuni modelli caricano anche il telefono (lentamente — tipo 10-15 minuti di manovella per qualche punto percentuale, ma meglio di niente).

Radio PMR446: Walkie-talkie legali senza licenza in Italia e UE. Portata 1-3 km in città. Utili se la famiglia si separa a breve distanza.

Fischietto: Sembra stupido? Non lo è. Se resti intrappolato, il suono viaggia più della voce. Non ti stanchi. È standard nei kit di emergenza per un motivo.

Evacuazione con Bambini, Anziani e Animali Domestici

I tempi standard di evacuazione valgono per adulti autonomi. Con esigenze speciali cambia tutto.

Bambini Piccoli (0-6 anni)

Senza preparazione, un bambino sotto i 6 anni rallenta l’evacuazione di 10-15 minuti. Con preparazione? 3-5 minuti extra.

Strategie:

Il marsupio o fascia sempre vicino alla porta. Per bambini sotto i 2 anni è più veloce del passeggino e funziona su scale e terreni dissestati. Non lo tiri fuori dall’armadio — lo tieni pronto.

Kit dedicato già fatto: pannolini, latte (se serve), giocattolo comfort (quello preferito che lo calma), cambio vestiti. Tutto in una borsa, non da cercare.

Come parli fa la differenza. Mai dire “c’è il terremoto, scappiamo!”. Dì: “Facciamo un gioco veloce, vediamo chi arriva prima al parco”. I bambini captano l’ansia degli adulti istantaneamente.

Anziani Non Autosufficienti

Con un anziano che fatica a camminare o ha problemi cognitivi? Senza preparazione, 15-20 minuti extra. Con sistema rodato, 8-10 minuti extra.

Strategie:

Accompagnatore designato: una persona della famiglia ha come UNICO compito aiutare l’anziano. Non improvvisare chi lo fa.

Percorso senza scale se possibile. Se non esiste, prevedi come supportarlo — due persone che lo sorreggono.

Farmaci sempre pronti. I medicinali giornalieri in una bustina già fatta, con nome e dosaggi scritti. Non cercarli nei cassetti durante l’emergenza.

Anziani soli? Il piano deve dire chi li chiama subito, chi va a verificare di persona, chi è il vicino che può intervenire in 5 minuti.

Animali Domestici

Cane o gatto = 5-10 minuti extra senza preparazione, 3-5 con.

Trasportino vicino alla porta. Non in cantina. Il gatto spaventato scappa — devi averlo a portata di mano.

Documenti animale: libretto sanitario, numero microchip, foto recente.

Kit animale: cibo per 72 ore, ciotola pieghevole, guinzaglio di riserva.

Collare con ID: nome dell’animale e tuo numero di telefono. Inciso o su medaglietta. Se si perde, aumenti le possibilità di ritrovarlo.

Tempi Realistici di Evacuazione

FamigliaSenza pianoCon piano + drill
2 adulti15-20 min4-6 min
2 adulti + 2 bambini25-40 min8-12 min
Con anziano non autosufficiente40-60 min15-20 min
Con animale domestico+10-15 min+3-5 min

Dati da simulazioni Protezione Civile e comunità preparedness

Prove Pratiche: Come Fare un Drill Familiare

Il piano più dettagliato del mondo non vale niente se non l’hai mai provato. Il drill trasforma la teoria in automatismo.

Quanto Spesso

Prima prova: subito dopo aver fatto il piano. Nei giorni successivi. Routine: ogni 3 mesi. Aggiornamento piano: ogni 6 mesi. O subito se cambiate casa, nascono figli, cambiano numeri.

Come Farlo

  1. Annuncia la data ma non l’ora. “Questa settimana faremo la prova” — non dire quando esattamente. Simula meglio la realtà.

  2. Dai il segnale. Un fischio, un grido, “emergenza, via!”. Cronometra dal momento del segnale.

  3. Aggiungi imprevisti. Non sempre tutto è perfetto. Ogni tanto dì: “La porta principale è bloccata”. O: “Il punto primario non è raggiungibile, vai al secondario”.

  4. Ognuno per conto suo. Ogni membro deve arrivare al punto di incontro autonomamente. Bambini piccoli con accompagnatore, ovviamente.

  5. Cronometra. Tempo totale? Chi ha portato cosa? Qualcuno ha dimenticato l’essenziale? Dov’è stato il rallentamento?

Con Bambini: Come NON Terrorizzarli

I bambini dai 6 anni partecipano. Ma il COME conta.

Sì:

  • “Gioco di velocità” o “gara a tempo”
  • Premiare chi ricorda i passi
  • Festeggiare i miglioramenti
  • Debriefing positivo: “Cosa abbiamo fatto bene?”

No:

  • Simulare pericolo vero (fumo, rumori, panico)
  • Punire chi sbaglia
  • Tono ansioso
  • Confronti tra fratelli

Cosa Misurare

Dopo ogni drill, annotati:

  • Tempo totale
  • Tempo di ogni persona (chi rallenta?)
  • Problemi emersi (zaino non trovato, chiavi dimenticate)
  • Miglioramenti rispetto alla volta prima

Obiettivo realistico: primo drill = baseline. Terzo drill = tempo ridotto del 30-50%. Sesto drill = automatismo.

Dopo l’Evacuazione: I Primi Passi

Sei fuori. Sei al sicuro. La famiglia è al punto di incontro. E adesso?

Registrati. Se c’è un centro di accoglienza della Protezione Civile o del Comune, vai e registrati. Aiuta i soccorritori a sapere chi manca.

Non rientrare. Anche se sembra calmo. Fughe di gas, strutture instabili, scosse secondarie. Aspetta il via libera ufficiale.

Controlla prima di rientrare. Quando te lo dicono, verifica crepe, odore di gas, danni strutturali. Dubbi? Non entrare. Chiama il 115.

Documenta i danni. Foto e video di tutto. Servono per assicurazione e risarcimenti. Conserva ricevute di spese straordinarie.

Supporto psicologico. Le emergenze lasciano il segno. Specialmente sui bambini. Incubi ricorrenti, ansia, regressione? Chiedi aiuto. Le ASL offrono supporto gratuito post-emergenza.

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Caricatore portatile con pannello solare integrato. Ricarica 4 dispositivi contemporaneamente. Essenziale per mantenere le comunicazioni durante blackout prolungati.

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Domande Frequenti

Quanto tempo ci vuole per evacuare una famiglia di 4 persone? Senza piano: 25-40 minuti. Con piano testato: 8-12 minuti. Il drill familiare regolare fa la differenza.

Dove trovo i punti di raccolta ufficiali del mio comune? Sul sito del comune, sezione Protezione Civile. Molte regioni hanno app dedicate con mappe interattive e notifiche push.

Ogni quanto devo aggiornare il piano di evacuazione familiare? Ogni 6 mesi come routine, o immediatamente se cambiate casa, nascono figli, o cambiano numeri di telefono.

I bambini devono partecipare ai drill di evacuazione? Sì, dai 6 anni in su. Presentalo come gioco. Sapere dov’è il punto di incontro può salvare un bambino che è da solo quando succede l’emergenza.

Serve davvero un contatto fuori regione? Sì, è raccomandazione standard di Croce Rossa e FEMA. Durante emergenze locali le linee sono sature, un contatto in altra regione fa da centralino.

Cosa fare se la famiglia è separata quando scatta l’emergenza? Ognuno raggiunge il punto di incontro prestabilito in autonomia. Se non riesci, contatta il riferimento fuori regione. Il piano funziona proprio per questo.


Un piano di evacuazione familiare non è burocrazia. È una conversazione di 30 minuti che può cambiare tutto.

Non devi essere un survivalista. Non devi prevedere l’apocalisse. Tre domande: dove andiamo, come ci arriviamo, come ci ritroviamo.

Il passo più importante? Quello che fai oggi. Siediti con la famiglia. Scegli i punti. Fai una prova. Metti il piano nel cassetto.

Spera di non usarlo mai.

Ma se dovessi usarlo? Sarai pronto.


Queste informazioni sono orientative. In caso di emergenza reale, segui sempre le indicazioni della Protezione Civile e delle autorità locali. Aggiornato a marzo 2026.

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MF
Marco Ferretti

[IT] Redattore capo, preparazione alle emergenze

[IT] Redattore capo di PianoRifugio.

[IT] Formazione in primo soccorso

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